
L'unico bene, la condizione fondamentale per una vita felice, è la fiducia in se stessi... nè può renderti felice la bellezza o la forza del corpo: nessuno di quei beni resiste al passare del tempo.
Seneca
buona giornata, ciao
you! come see me!
Buon week-end!

Finalmente siamo di nuovo a venerdì... questa settimana è passata molto velocemente... sono stata come al solito assalita dai miei mille pensieri... Il giorno che smetterò di torturarmi con pensieri e seghette mentali varie credo che nevicherà per 10 giorni...
Il pensiero di questi ultimi tempi però potrebbe essere molto proficuo (oppure no, dipende dai punti di vista...). In sostanza sto incominciando a pensare che forse dovrei essere un tantino più egoista e pensare un po' di più a me e un po' meno agli altri...
Solitamente io ho l'insana tendenza di voler aiutare sempre gli altri... chiaramente per gli altri non è insana, ma il punto è: le stesse persone poi ti aiuteranno? Chissà... Si raccoglie quel che si semina... grande verità…però è anche vero che forse la tendenza a voler sempre aiutare gli altri ci porta ad "attirare" le persone che hanno troppi problemi o comunque persone che vedono in noi la risposta che non riescono a trovare in loro stessi... e se non ci riescono da soli, noi che possiamo farci? Il risultato è solo perdere tanto tempo appresso a persone che tanto non cambieranno mai e che l'unico apporto che daranno alla tua vita è quello di iper-responsabilizzarti troppo...
Ovvio che non rifiuterò mai un aiuto ad un amico, però devo imparare a scindere le cose, insomma, gli amici ci sono nel bene e nel male, un amico che condivide con me solo i momenti brutti e non i momenti belli (che invece condivide beatamente con altre persone), beh forse non è una persona che merita il mio appoggio. Al contrario una persona che c'è sia nel male che nel bene e che esiste nella tua vita sempre (e non solo come sfogo momentaneo) è forse più meritevole di appoggio, o no?
Ma la vera domanda è: ce la farò mai??? Riuscirò mai a chiudere le porte a qualcuno che mi chiede aiuto? Ci sono state delle amiche che dopo anni che non sentivo mi hanno chiesto di aiutarle... le ho aiutate e sono sparite... dopo altri 2 anni avevano di nuovo bisogno, si sono fatte sentire e io ancora una volta non ho saputo chiudere la porta. Indubbiamente la definizione di amiche non si addice a queste due ragazze, ma perché io non sono capace di chiudere la porta e dire "mi spiace non ho tempo" o altre banali scuse???
Perché mi preoccupo sempre? E perché, come se non bastasse aiutarle, dopo che mi sono prosciugata con i loro problemi continuo ad angustiarmi "ma adesso staranno meglio?"... loro si porranno mai questa domanda? Si preoccuperanno mai per me? Dubito…altrimenti in 5 anni si facevano sentire un po' di più...
Il problema poi si allarga anche ad altre persone che sento più frequentemente, sono sempre io preoccupata a farmi sentire e chiedere come va, ma perché? E se io un giorno smettessi, loro si farebbero sentire? Dovrei semplicemente provare per testare come vanno le cose, ma non sono capace, perché come al solito mi faccio assalire da 2000 sensi di colpa che fanno sempre capolino inseguendomi qualsiasi cosa faccio... Riuscirò mai a liberarmene? Chissà...
Se riuscissi a liberarmene però che cosa otterrei? Bene, non mi farei problemi sul fatto che alla fine io do spesso più di quanto ricevo ed eviterei di farmi problemi su cose che comunque non sono sotto la mia responsabilità.
Questo secondo punto è molto vantaggioso, io non posso sempre accollarmi i problemi di tutto e sicuro non devo preoccuparmi di cose che comunque io non potrei cambiare (a che pro??).
Invece il primo obbiettivo (non farsi problemi perchè do di più per quello che ricevo) non so quanto sia giusto...
Una persona in teoria dovrebbe essere in grado di dare senza pretendere nulla in cambio, come già discusso sul blog della mia amica Sara. Forse domandarsi "ma l'altro al mio posto lo farebbe?" è sbagliato... Perché altrimenti si fa qualcosa non per il piacere di farla ma per "ipotecare" un eventuale piacere futuro dall'altra persona... Un po' come un investimento... e quando l'investimento non da i frutti sperati ci si sente traditi...Quindi anche noi non ci comportiamo da amici, ma da “agenti di borsa”…
Se vedessimo i rapporti non come un investimento ma come amore puro da donare? Cosa succederebbe? E come fare a stabilire dei limiti? Dov'è il confine tra il fare del bene a qualcuno e l'essere troppo buoni (e quindi soggetti a fregature)?